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giovedì 14 maggio 2015

Clapham Junction


Ho scoperto questo film quando cercavo informazioni sul quartiere in cui viveva la mia amica e, inutile dirlo, appena ho saputo che Clapham Junction non era solo la fermata del treno nel quale dovevo scendere, ma anche il titolo di un film a tematica gay, l'ho immediatamente cercato su internet e l'ho guardato.

Le vicende raccontate nel film si svolgono nell'arco di 36 ore, periodo nel quale le vite di più personaggi gay verranno a scontrarsi.
Will e Gavin si sono appena sposati e stanno facendo il brindisi al loro ricevimento di nozze. Danny, finita la sua lezione di violino, viene insultato con parole omofobe da alcuni bulletti. Il quattordicenne Theo è in biblioteca e spoglia con gli occhi il ventinovenne e vicino di casa Tim. Robin sta cercando di vendere la sua sceneggiatura, che gli viene rifiutata perché ormai di tutta quella roba gay se ne è già parlato abbastanza.


Al ricevimento Will ci prova con Alfie, il cameriere, che però lo respinge consigliandogli di rimanere fedele al suo neo sposo. Poco dopo Alfie si dirige in un club gay dove incontra Terry. I due iniziano a conversare, ma vengono interrotti quasi subito da un amico di Alfie, e Terry se ne va via con un altro ragazzo.


Robin è invitato a cena da amici, ma prima di dirigersi a casa di questi si ferma in un bagno pubblico. Lì, mentre è intento ad urinare, viene abbordato da Julian, che gli mostra il pene. Decidono di entrare in uno dei cubiculi, ma quando due ragazzi entrano nel bagno per usare l'orinatoio, Robin si spaventa, esce dal bagno pubblico e raggiunge la casa dei suoi amici, Roger e Belinda.


Terry è nel soggiorno del ragazzo che ha incontrato al club. Stanno conversando e ascoltando musica, poi, improvvisamente Terry lo aggredisce, lo prende a calci e gli piscia addosso.
Alfie, invece, è appena uscito dal club e scopre che nella sua tasca c'è l'anello nuziale di Will insieme ad un biglietto con su scritto il suo numero di telefono.
Theo è a casa da solo perché i suoi genitori sono andati alla cena di Roger e Belinda. Va alla finestra della sua camera, dal quale può spiare il suo vicino Tim. Si accende una sigaretta e inizia a masturbarsi.
Julian è ancora nei bagni pubblici e ha trovato un altro uomo con il quale fare sesso. Mentre i due uomini lo stanno facendo in uno dei cubicoli arriva agli orinatoi Alfie. Poi il ragazzo viene avvicinato da due tizi che hanno cattive intenzioni, lui scappa e viene inseguito fino al parco dove viene placcato e picchiato. A quel punto Julian esce dai bagni e raggiunge la casa di Roger e Belinda, dove viene riconosciuto da Robin.
Theo si presenta a casa di Tim con la scusa di ridargli una penna che ha lasciato in biblioteca. Insiste ad entrare dentro casa, ma Tim non vuole. Dopo un po' cede e lo lascia entrare. Si capisce che i due provano una forte attrazione l'uno per l'altro, ma il ventinovenne non vuole essere coinvolto sessualmente con un minorenne.
Terry è al parco. Trova Alfie tra i cespugli quasi in fin di vita, ma invece di aiutarlo prende l'anello che Will ha dato ad Alfie, se lo infila al dito e se ne va via.
La cena è disturbata dall'arrivo dell'ambulanza, che carica Alfie e si dirige all'ospedale. Belinda è sconvolta dalla vicenda e durante la cena la conversazione ricade sugli omosessuali che si adescano tra i cespugli. Il discorso mette molto a disagio Robin, che prova a difendere la categoria, poi Belinda zittisce tutti dicendo che nessuno merita quello che è successo al ragazzo.
Nel frattempo Theo seduce Tim, che continua a resistergli. Ma poi Theo ha la meglio. Inizia col baciarlo appassionatamente, prosegue facendogli un pompino e poi lo penetra sul pavimento.


Alla cena i genitori di Theo parlano di un loro vicino che pensano sia un pedofilo. Si capisce che stanno parlando proprio di Tim. A questo punto la madre decide di tornare a casa per vedere come sta il figlio, ma quando entra nella sua camera e non lo trova va nel panico. Si affaccia alla finestra e vede Theo nella casa del vicino. Corre all'appartamento di Tim, seguita dal marito, trascina via di lì suo figlio e minaccia Tim di non toccare più Theo, perché lei lo sa cosa hanno fatto, ne sente l'odore.
Al mattino Alfie è morto a causa delle ferite riportate. Robin insiste che Julian parli con la polizia e dica quello che ha visto, ma Julian non fa nulla.
Terry va di nuovo al parco e incontra un altro uomo. I due si appartano, ma l'uomo, che pensa che Terry sia gay, lo prende a pugni. All'ospedale Terry viene curato da Gavin, che nota l'anello di Will. Chiama perciò il suo sposo per chiedergli chiarimenti, ma Will gli assicura che l'anello non l'ha perduto, ma l'ha portato dal gioielliere per farselo stringere. Così Gavin capisce di essere stato tradito il giorno del matrimonio. Will, poi, accende la TV e apprende dal telegiornale che Alfie è morto.
Theo è di nuovo alla finestra a masturbarsi mentre guarda Tim. Tim se ne accorge e chiude le tende.
Danny è di nuovo a lezione di violino. L'insegnante gli chiede se è perseguitato dai bulli, ma lui le assicura di no.
Nella scena finale si vede il violino di Danny fracassato sull'asfalto di un sottopassaggio.

Clapham Junction è stato presentato nel 2007 dal canale tv inglese Channel 4 all'interno di un programma "40 Years Out" che commemorava il 40° anniversario della legalizzazione dell'omosessualità in Inghilterra e Galles.
L'episodio del ragazzo gay ucciso nel parco è accaduto realmente nel 2005.
Nel cast compaiono Rupert Graves e James Wilby, che hanno recitato rispettivamente le parti di Alec e Maurice nel film Maurice.

lunedì 11 maggio 2015

No Night Is Too Long


Ho visto questo film anni e anni fa, durante la mia fase Lee Williams. Lui, gallese ed ex modello, mingherlino e dai tratti dolci, è stato l'ossessione della mia adolescenza. Il film galeotto che me lo ha fatto conoscere è stato Canone Inverso, nel quale Williams recitava la parte di David Blau. Da lì a vedermi tutta la sua filmografia il passo è stato breve... e scoprire che a lui non dispiace affatto interpretare ruoli gay (ha esordito come attore con un personaggio gay nel film The Wolves of Kromer) mi ha piacevolmente sorpreso.

No Night Is Too Long è un film del 2002 prodotto dalla BBC e basato sull'omonimo romanzo di Barbara Vine. In Italia è ancora sconosciuto, ma è reperibile su youtube in lingua originale senza sottotitoli.

Trama: Tim Cornish (Lee Williams) è il solito spaccafighe, ossia è un bonazzo della madonna che si fa tutte ma senza impegno. Un giorno conosce un inquietantissimo professore di paleontologia, Ivo Steadman (Marc Warren), e inizia una relazione con lui, la prima seria in tutta la sua vita. Tutto fila liscio finché Ivo non gli confessa di amarlo. Tim reagisce in modo freddo e distaccato, ha delle prime perplessità su questo rapporto, ma nonostante ciò accetta di andare in Alaska con il suo amante.


Appena giunti in America Ivo è costretto, per motivi di lavoro, a lasciare Tim in hotel per dieci giorni. In questo breve periodo il ragazzo conosce Isabel (Mikela J. Mikael) e se ne innamora follemente, tanto da arrivare a dirle che la ama, cosa che non aveva mai detto a nessuno. Isabel torna a Vancouver, città in cui vive, e Ivo ritorna dal suo viaggio di lavoro. Da subito il paleontologo intuisce che Tim gli nasconde di essere stato con un'altra, intuizione che si scoprirà essere fondata quando, durante una crociera, Tim gli confessa tutto e ammette che vuole lasciarlo. Ivo va su tutte le furie e, durante un'esplorazione su un'isola remota, attacca Tim. Ma il ragazzo lo spinge contro delle rocce e Ivo cade a terra privo di sensi. Pensando di averlo ucciso Tim scappa a Vancouver, senza creare nessun sospetto, e cerca di trovare Isabel. Non ha successo, perciò ritorna nel Regno Unito. Nel frattempo, Ivo, che non è realmente morto, riesce a lasciare l'isola in cui è stato abbandonato da Tim, e raggiunge Isabel, che si rivela essere sua sorella, a Vancouver. Lui le dimostra tutta la rabbia che prova per avergli rubato il proprio amato, dopodiché va in Inghilterra a casa di Tim, che lo crede ancora morto. Dopo lo shock iniziale di Tim, i due discutono amaramente di quello che è successo. Alla fine, dopo essersi chiariti, Ivo indossa l'impermeabile del ragazzo ed esce di casa. Mentre cammina sul lungomare uno sconosciuto gli si avvicina da dietro, scambiandolo per Tim, lo colpisce a morte e poi scappa.


Un finale un po' tragico, ma è un thriller... il morto ci deve stare!

martedì 21 aprile 2015

The Light - HollySiz


E' in rete da settembre, ma il video con protagonista un bambino con il disturbo dell'identità di genere è diventato virale solo recentemente.
Il video in questione è quello della canzone The Light della cantante francese HollySiz.


Nelle immagini vediamo un bambino deriso dai suoi compagni di classe perché indossa un vestito viola. Ma lui si sente felice quando è vestito da femmina, si sente se stesso, lo si capisce da come si ammira allo specchio. Anche i suoi giochi, i Minipony, sono più adatti ad una bambina. E al padre questo non va giù, vorrebbe che suo figlio fosse come tutti gli altri bambini e che facesse un'attività più virile, consone al suo sesso, come giocare a basket.
L'unica ad accettare il disturbo dell'identità di genere del piccolo è la madre, che lo riempie di affetto e litiga con l'altro genitore.


Ma poi c'è la svolta. Il padre si sente in colpa per il suo comportamento e vuole rimediare. Il bambino, con il suo vestito viola, esce di scuola e vede che ad aspettarlo fuori dall'entrata, insieme agli altri papà e alle altre mamme, c'è il suo papà con indosso un vestito da donna. E' fatta, finalmente anche papà la accetta così com'è, come una femmina. La sua gioia è tale che corre ad abbracciarlo.
I bambini e gli adulti intorno a loro ridono. Ma ora non sono più risate di scherno verso qualcuno di diverso, bensì risate per una visione buffa e allo stesso tempo commovente di un padre che ama la sua creatura e accetta la sua identità di genere.


sabato 11 aprile 2015

Shameless


Achtung! Achtung! Shameless è una serie Tv che può provocare dipendenza. Si consiglia di guardarla poche puntate alla volta, onde evitare un overdose di stagioni. Per attenuare l'astinenza post-visione è raccomandato drogarsi con un'altra serie TV che crei meno assuefazione. La guarigione non è comunque garantita.

Premessa: l'argomento principale di Shameless non è il tema LGBT, bensì l'educazione e la sopravvivenza della famiglia Gallagher, che non è esattamente quella del mulino bianco. Abbandonati dalla madre Monica e avendo Frank come padre, un ubriacone egoista dall'aspetto di un senzatetto, Fiona, Lip, Ian, Debbie, Carl e il piccolo Liam passano le giornate a, come si suol dire, sfangarla. Fanno lavori malpagati, studiano, rubano, truffano, si azzuffano, scopano (i fratelli più grandi, eh!), fanno uso di alcol e droga... insomma, fanno tutto ciò che si fa per tirare avanti quando si cresce e si vive nel ghetto di una grande metropoli come Chicago. E i loro vicini non sono da meno. Anzi, sono peggio! Come Sheila, una casalinga pazza, agorafobica e perbenista con la passione del sadomaso. Oppure Kevin e Veronica, una coppia che passa più tempo a fare sesso che altro.


I motivi per cui ci si innamora di Shameless sono davvero tanti. La si ama perché è politicamente scorretta e gioca con lo humor nero. Ci si innamora di lei perché i personaggi sono dei rifiuti sociali che risolvono i loro problemi e affrontano i loro disagi nel modo più improprio e distruttivo che ci possa essere. Si ama questa serie perché quando giunge il momento del romanticismo e della tenerezza arriva sempre qualcosa a guastare tutto, e questo ci piace! Un bel vaffanculo alle scene pucciose e love-love.


Shameless vanta un pubblico di grandi affezionati, e facendo un giro su internet non ci si stupisce scoprire che tra i personaggi preferiti ci sono Ian Gallagher e Mickey Milkovich, "Gallavich" per gli shipper.
All'inizio della serie il primo è un ragazzo di 15 anni, rosso di capelli, che sogna di diventare un parà, ma che nel frattempo guadagna qualche soldo lavorando in un minimarket gestito da Kesh, il pakistano padre di famiglia che si sbatte nel tempo perso. Mickey, invece, è il bullo del quartiere, la cui unica attività è quella di picchiare la gente. E' proprio un pestaggio che li fa incontrare e poi scopare. Perché Ian e Mickey sono così, prima del sesso, invece dei preliminari, si prendono a botte.


Il personaggio di Mickey Milkovich è decisamente quello che subisce una maggiore evoluzione nel corso del programma. Agli inizi è il solito omosessuale represso che usa la violenza come mezzo di comunicazione, nasconde il suo orientamento sessuale e ostenta le sue conquiste femminili per dimostrare a tutti la sua virilità. Ma quando Ian minaccia di lasciarlo cambia completamente, ed esce allo scoperto, sfidando perfino l'ira del padre. Da quel momento in poi Mickey diventa una persona migliore, e quando a Ian viene diagnosticato il bipolarismo lui si dimostra un partner tenero e premuroso. Forse non è un caso che Mickey sia stato eletto dai fan il miglior personaggio della quinta stagione di Shameless, nonostante non sia un Gallagher!


Non resta che augurarci tante altre stagioni piene di momenti Gallavich! E... fuck off!


mercoledì 1 aprile 2015

Transparent


Amazon fa qualsiasi cosa. Vende libri, abbigliamento, alimentari... si occupa di raccolta fondi, e da non molto produce anche serie tv così straordinarie da vincere due Golden Globe. La serie in questione è Transparent, creata da Jill Soloway, già sceneggiatrice di serie TV come Six Feet Under e United State of Tara.

Non è difficile intuire di cosa parli Transparent, lo si capisce già dal titolo: Trans-Parent, genitore trans, ed è la storia di Mort Pfefferman (Jeffrey Tambor), un padre che all'età di 68 anni decide di uscire allo scoperto e rivelare ai suoi amati ed egocentrici figli il suo essere transgender.


Il percorso che porterà Mort a diventare Maura inizia vent'anni prima del coming out, nel 1994. Mort è un professore dell'università, ha una moglie e tre figli adolescenti. Sono una benestante famiglia di religione ebraica, anche se non sono particolarmente praticanti. Mort muove i primi passi nel transgenderismo travestendosi da donna e partecipando ad eventi esclusivamente per travestiti. Ma questo non basta, il suo desiderio, ovviamente, è quello di essere Maura a tempo pieno, ma i tempi sono quelli sbagliati e aspetta vent'anni, per l'appunto, per iniziare veramente la sua transizione. Ora è divorziato, in pensione, e i suoi figli sono degli adulti capaci, nella teoria, di comprendere il suo stato. La paura che affligge Mort/Maura, infatti, non è il pregiudizio della società, bensì la reazione negativa che i suoi figli potrebbero avere al suo coming out. Organizza una cena per dirglielo, ma preso dal timore di essere rifiutato e abbandonato si tira indietro e non esce allo scoperto. Alla fine i figli lo scopriranno uno alla volta e un po' per caso. La prima a farlo sarà la figlia maggiore, Sarah (Amy Landecker), che da poco ha lasciato il marito per stare con la donna con cui aveva avuto una storia al college, Tammy. Poi sarà la volta di Ali (Gaby Hoffman), la figlia più piccola. Ali è la più intelligente, ma non ha mai combinato niente nella vita, ha sempre vissuto a spese di suo padre, e dal coming out di quest'ultimo la sua identità sessuale sarà piuttosto confusa. L'ultimo a "conoscere" Maura è il figlio maschio, Josh (Jay Duplass), un manager musicale "amore dipendente" che passa da una relazione all'altra. Dei tre figli, Josh è sicuramente quello che non riesce ad accettare di avere un padre transgender, mentre Sarah è quella che da questa rivelazione ne esce meno sconvolta. Mapa (mama+papa), come lo chiamano le figlie, attraverso regali e favori cerca di non perdere l'amore dei propri figli, già piuttosto assente ancora prima del coming out.


La bellezza di Transparent, oltre al fatto di essere diretto e interpretato meravigliosamente, sta nella caparbietà e nel coraggio del personaggio di Mort/Maura che, raggiunta un'età in cui uomini e donne rinunciano ai propri desideri e si abbandonano a loro stessi, sfida le regole e intraprende un cambiamento radicale che le regalerà una seconda giovinezza. Un messaggio, questo, indirizzato a tutti quelli che pensano sia passata l'età per iniziare una transizione; non è mai troppo tardi per adeguare il proprio corpo alla propria identità di genere.


martedì 24 marzo 2015

Looking


Looking for the Future, Looking for Results, Looking for Truth, Looking for Home... sono solo alcuni dei titoli degli episodi di questa serie targata HBO. Creata da Michael Lannan, Looking racconta le vite di un piccolo gruppo di amici gay che vive a San Francisco. Patrick (Jonathan Groff) ha 29 anni, fa uno di quei lavori fighi che ogni nerd sogna, lo sviluppatore di videogiochi, ha la faccia da classico bravo ragazzo, ed è alla ricerca del partner con cui condividere il resto della sua vita (o almeno una parte della sua vita). La scelta di questo "boyfriend" sembra ricadere inizialmente sul dolce e fascinoso Richie (Raúl Castillo), un barbiere di origine messicana, ma successivamente Patrick si butta tra le braccia del suo capo Kevin (Russell Tovey), inglese e già impegnato sentimentalmente.


Augustín (Frankie J. Alvarez) è un artista, vive con Patrick all'inizio della serie, ma poi si trasferisce ad Oakland dal suo compagno Frank (O. T. Fagbenle). La tendenza alla trasgressione e la perdita del lavoro da parte di Augustín mineranno il loro rapporto fino a romperlo del tutto alla fine della prima stagione. Nella seconda stagione l'ex artista inizia a frequentare il bear Eddie (Daniel Franzese), un sieropositivo che lavora in una casa di accoglienza per giovani trans senzatetto.


Dom (Murray Bartlett) ha 40 anni e dai tempi del college vive insieme alla sua amica Doris (Lauren Weedman), un'infermiera dal carattere esuberante. Lavora come cameriere, ma il suo più grande desiderio è quello di aprire un ristorante tutto suo, e Lynn (Scott Bakula), un imprenditore sessantenne, lo aiuta a portare avanti questo progetto.


La cosa che viene apprezzata di più in Looking è la sensazione di assoluta normalità che si respira guardandola. Niente AIDS, niente omofobia, nessun figlio gay disconosciuto dai genitori e nessuna crisi d'identità sessuale. Qui, nella città più gay friendly del mondo, dove i vecchi pregiudizi sono stati banditi già parecchi anni fa, si parla soltanto di rapporti personali e professionali. La vita vera, insomma, che non ha bisogno di colpi di scena o di psicodrammi per essere interessante, ma che basta raccontarla così com'è.


Purtroppo, dopo solo due stagioni (per un totale di 18 episodi), e nonostante un discreto seguito di fan devoti, HBO annuncia il 25 marzo 2015 la cancellazione di Looking.

venerdì 20 marzo 2015

Pride


Il mito dice di non mischiare pesce e carne, troppe proteine secondo gli esperti. E la maggior parte delle persone, nel 1984, avrà pensato che neanche i gay e i minatori fossero un binomio da accostare... e invece, queste due categorie appartenenti a due mondi distanti anni luce, si sono unite per protestare contro la chiusura delle miniere, e questa storia non è frutto della mente dello sceneggiatore di Pride, Stephen Beresford, ma è un fatto realmente accaduto.


Il film si apre con il Gay Pride di Londra del 1984. Mark Ashton (Ben Schnetzer), attivista gay, distribuisce ai suoi amici gay e lesbiche dei secchi per raccogliere il denaro da inviare ai minatori, che da settimane sono in sciopero contro la chiusura delle miniere. La domanda che si pongono tutti è: perché mai i gay e le lesbiche dovrebbero sostenere i minatori? Cosa c'entrano con i diritti LGBT? Mark risponde che gay e minatori, apparentemente diversi gli uni dagli altri, hanno gli stessi nemici in comune: la polizia, la stampa di destra e Margaret Thatcher... della serie, il nemico del mio nemico è mio amico, perciò va aiutato. Con altri sei compagni crea il gruppo Lesbians and Gays Support the Miners (LGSM), e insieme danno inizio alla raccolta fondi. Rifiutati inizialmente dai sindacati, decidono di contattare direttamente i lavoratori di un paesino del Galles, che oltre ad accettare il loro aiuto li invita a Onllwyn per ringraziarli pubblicamente. Non vengono accolti a braccia aperte da tutti i cittadini, che vedono i gay e le lesbiche come una minaccia alla loro immagine, ma a poco a poco entrano nei cuori di quasi tutti gli abitanti, creando forti legami e inimmaginabili amicizie. Purtroppo la lotta è vana, dopo 52 settimane di sciopero i picchettanti ritornano a lavorare in miniera. Ma i minatori non si sono dimenticati della solidarietà dei loro più prolifici sostenitori, e in occasione del Gay Pride di Londra del 1985 sfilano in testa al corteo per i diritti LGBT.



La commedia, diretta da Matthew Warchus, è leggera, divertente e a tratti anche commovente. Racconta vari drammi legati alla comunità LGBT, come l'omofobia, la reazione negativa che alcuni genitori hanno verso il coming out del proprio figlio, e l'AIDS, che cominciava a diffondersi proprio in quegli anni. Racconta della lunga lotta e della grande dignità dei lavoratori delle miniere. Ma Pride racconta soprattutto della solidarietà e dell'altruismo delle persone, che sono capaci di andare oltre a qualsivoglia forma di pregiudizio.
Gay e minatori non possono essere ingredienti di un unico piatto? Be', lo sono, l'hanno dimostrato... come la paella mista ha dimostrato che il pesce si sposa bene anche con la carne.