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martedì 30 giugno 2015

Le prime nozze gay nello stato del Texas!


George Harris e Jack Evans hanno rispettivamente 82 e 85 anni... e stanno insieme come coppia da ben 54 anni! Qualche ora dopo la sentenza della Corte Suprema, che ha reso legali i matrimoni tra le persone dello stesso sesso in tutti gli Stati Uniti, i due anziani non hanno perso tempo e sono convolati a nozze a Dallas, in Texas, uno degli stati più omofobi del Paese a stelle e strisce.
Alla fine, anche se hanno dovuto aspettare un'eternità, George e Jack hanno ufficializzato il loro amore e realizzato il loro più grande desiderio. Viva gli sposi!

domenica 28 giugno 2015

Matrimoni gay legali in tutti gli Stati Uniti!


Grande vittoria per i diritti LGBT! La corte Suprema degli Stati Uniti d'America, con cinque voti favorevoli e quattro contrari, ha dichiarato legale il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti gli Stati Uniti! Prima di questa sentenza gli stati americani dove le coppie omosessuali potevano sposarsi erano 37 su 50.

Immediata la reazione positiva del presidente Obama, che su twitter ha scritto, lanciando l'hashtag #LoveWins, "oggi è un grande passo nella nostra marcia verso l'uguaglianza".


Obama non è stato l'unico a dimostrare la sua gioia per questo grande traguardo. Il mondo intero si è colorato di arcobaleno, dai monumenti più famosi (come la Casa Bianca, l'Empire State Building e le cascate Niagara) alle foto profilo dei social network (non solo della gente comune, ma anche di quelle delle multinazionali, dei film, delle serie TV, ecc..).

















sabato 23 maggio 2015

L'Irlanda dice Sì ai matrimoni gay


La Repubblica d'Irlanda è il 14esimo Paese europeo, e il 22esimo nel mondo, ad aprirsi ai matrimoni gay! Per la prima volta, tramite referendum, è il popolo ad approvare la legge.



I 3,2 milioni di irlandesi con diritto di voto hanno dovuto rispondere a una semplice domanda: volete che sia emendato l'articolo 41 della Costituzione del 1937, con l'inserimento di una nuova clausola nella sezione "Famiglia"?
La clausola recitava: Il matrimonio può essere contratto per legge da due persone, senza distinzione di sesso.


L'affluenza alle urne è stata altissima. Migliaia gli irlandesi residenti all'estero accorsi in madre patria per esprimere il loro voto.


Il 62,3 per cento dei votanti ha messo una bella X sul Sì!


Davvero un risultato pionieristico, come lo ha definito il premier Enda Kenny, per la supercattolica Irlanda, dove fino al 1993 l'omosessualità era un reato. Il primo passo sul tema dei diritti LGBT è stato fatto cinque anni fa, quando il parlamento ha approvato la legge sulle unione civili.


Un grande giorno per gli abitanti dell'isola verde, che sono scesi a festeggiare in strada questa grande vittoria!




lunedì 18 maggio 2015

Primo ministro Lussemburgo sposa il compagno


Nell'agosto del 2014, un paio di mesi dopo che il Parlamento del Lussemburgo aveva approvato la legge che riconosce le nozze tra persone dello stesso sesso, il giovane architetto belga Gauthier Destenay ha chiesto la mano al primo ministro lussemburghese Xavier Bettel, leader del partito democratico (movimento di centrodestra). Bettel, che in un'intervista ha dichiarato "se vuoi essere un politico onesto, devi essere onesto con te stesso e accettare quello che sei", ha detto sì alla proposta del compagno con cui era già legato civilmente dal 2010 perché, come ha raccontato, "ho una sola vita e non voglio nasconderla".
Venerdì 15 maggio, nove mesi dopo la proposta, la coppia si è sposata di fronte ad un centinaio di invitati, tra cui spiccava il nome dell'ex premier belga Elio di Rupo, il primo leader apertamente gay dell'Unione Europea.
Questo, però, non è il primo matrimonio che si celebra tra un premier e una persona dello stesso sesso. Prima di Bettel, nel 2010, il primo ministro islandese Johanna Sigurdardottir sposò in seconde nozze la scrittrice e sceneggiatrice Jonina Leosdottir. Ma essendo l'Islanda fuori dall'Unione, questo fa di Bettel il primo premier dell'UE a convolare a nozze gay. Mi auguro sia il primo di tanti.
Auguri agli sposi!

domenica 17 maggio 2015

17 maggio - Giornata mondiale contro l'Omofobia


Il 17 maggio 1990 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rimosso l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali. Per questo motivo, dal 2005, il 17 maggio è stata presa come data simbolica per festeggiare la giornata mondiale contro l'omofobia.

In numerose piazze italiane l'evento è stato celebrato con flash mob, performance artistiche e campagne di sensibilizzazione.
I calciatori di molte squadre di calcio, come quelli del Livorno Calcio, per l'occasione sono scesi in campo con i lacci rainbow.

Anche l'ONU ha detto la sua contro l'omofobia. Con la campagna "siate fieri, siate alleati" ha pubblicato un video nel quale alcuni cittadini provenienti da ogni parte del mondo hanno fatto il loro coming out, senza vergogna e senza preoccuparsi dei pregiudizi.


giovedì 5 marzo 2015

L'amore non ha etichette


Love Has No Labels è la nuova pubblicità progresso realizzata da Ad Council, l'organizzazione americana no profit che si occupa di sensibilizzare la società su temi importanti, come la lotta alla discriminazione.
Lo spot è stato girato il giorno di San Valentino, festa degli innamorati, in una città costiera degli Stati Uniti. Nel video l'attenzione dei passanti è rivolta all'enorme schermo a raggi X dietro il quale delle persone si baciano, si abbracciano e ballano. Da dietro a quello schermo sono tutti uguali, semplici scheletri, ed è impossibile capire se, ad esempio, quella coppia che si sta baciando sia composta da una ragazza e un ragazzo, o da una ragazza e una ragazza, o da un ragazza nera e un ragazzo asiatico, oppure da una perfetta persona sana e un portatore di handicap. L'unica cosa che traspare è l'amore, che non ha razza, età, religione e sessualità.


Il video, che a due giorni dalla pubblicazione ha già raccolto milioni di visualizzazioni, è accompagnato da questo messaggio:
"Mentre la stragrande maggioranza degli americani si considera senza pregiudizi, molti di noi, senza volerlo, esprimiamo giudizi sulle persone sulla base di ciò che vediamo, che si tratti di razza, età, sesso, religione, sessualità, o disabilità. Questo può essere il motivo per cui molte persone negli Stati Uniti si sentono discriminati. Il "pregiudizio implicito " può compromettere il modo in cui interagiamo con altri che sono diversi da noi. Si può ostacolare la capacità di una persona di trovare un lavoro, ottenere un prestito, affittare un appartamento, o di ottenere un processo equo, perpetuando le disparità nella società americana. La campagna L'amore non ha etichette ci sfida ad aprire gli occhi sulla nostra parzialità e sui nostri pregiudizi, che dobbiamo eliminare per far sì che non ci siano più discriminazioni."
Il messaggio è rivolto ai cittadini americani, ma è indirizzato a tutto il mondo.



mercoledì 4 marzo 2015

La Slovenia legalizza i matrimoni e le adozioni gay


La Slovenia è l'undicesimo paese europeo, e il ventunesimo del mondo, a legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso, garantendo alle coppie gay gli stessi diritti delle coppie eterosessuali sposate, sia dal punto di vista giuridico che economico e sociale. Tra i diritti c'è anche quello dell'adozione.

Il decreto, proposto dal partito Sinistra Unita e sostenuto dal Partito del Centro Moderno e dal Partito Socialdemocratico, è stato approvato con 51 voti a favore e 28 contrari. Ad opporsi alla legge sono stati i parlamentari del centro-destra (Partito Democratico e Nova Slovenija) che si mobiliteranno per raccogliere le 40 mila firme necessarie per avviare un referendum abrogativo, minaccia che non sembra preoccupare la maggioranza dato che dagli ultimi sondaggi risulta che il 60 per cento della popolazione sia favorevole ai matrimoni gay.

La norma dovrà essere firmata dal presidente della repubblica, dopodiché entrerà in vigore dopo sei mesi.
Da quanto riporta Arcigay Trieste potranno contrarre il matrimonio anche le coppie gay senza cittadinanza né residenza in Slovenia.

lunedì 2 febbraio 2015

Richiesta di grazia per 49 mila gay


Grazie al film The Imitation Game la storia del matematico Alan Turing è stata resa nota anche a coloro che con la matematica non ci hanno mai voluto avere a che fare. Per aver decrittato i codici segreti nazisti durante la seconda guerra mondiale Turing è stato considerato un eroe, eppure nel 1952 fu arrestato per omosessualità e condannato alla castrazione chimica. Due anni più tardi, depresso e umiliato, il papà dell'informatica si tolse la vita.

In Gran Bretagna il reato di omosessualità venne abolito solo nel 1967. Le persone condannate per tale reato furono più di 49 mila, di cui 15 mila sono ancora in vita. L'attore Benedict Cumberbatch (candidato all'Oscar per la sua interpretazione del matematico) e i nipoti e i pronipoti di Turing hanno chiesto al governo e ai reali inglesi una legge di amnistia e di pubblico perdono verso coloro che furono condannati per "indecenza", come è stato fatto per Alan Turing nel 2013. La petizione, che ha già raggiunto le 100 mila firme, auspica in questo modo di riscattare TUTTE le vittime delle vecchie leggi omofobe.

martedì 27 gennaio 2015

Omocausto


Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche dell'Armata Rossa abbatterono i cancelli di Auschwitz e ne liberarono i superstiti. Questa data è stata presa come riferimento per commemorare le vittime dell'Olocausto, che secondo gli storici sarebbero oltre i 15 milioni. L'etnia più colpita è sicuramente quella degli ebrei (circa 6 milioni), ma a trovare la morte nei campi di concentramento furono anche i Rom e i Sinti, i disabili e i malati di mente, gli oppositori e dissidenti politici e religiosi, i prigionieri di guerra e i civili sovietici, i polacchi, gli slavi e gli omosessuali. Lo sterminio di questi ultimi è chiamato Omocausto.

La persecuzione degli omosessuali da parte del regime nazista ebbe inizio nel 1933, con la chiusura dei club e delle associazioni gay e lesbiche esistenti nella fino ad allora liberale Berlino. Nel '34, dopo la Notte dei lunghi coltelli e l'uccisione del comandante delle SA Ernst Röhm, dichiaratamente omosessuale, il neo Cancelliere Hitler usò l'omosessualità di quest'ultimo come pretesto per dichiarare gli omosessuali "nemici dello stato", in quanto rappresentavano una minaccia alla capacità demografica della Germania e sminuivano e offendevano la virilità della razza ariana. Per tanto li incluse tra coloro che dovevano essere inviati nei campi di concentramento. Più tardi, nel '36, Himmler creò l'Ufficio centrale del Reich per la lotta all'omosessualità e all'aborto, e sulle basi del paragrafo 175 (legge che condannava qualunque "atto osceno" omosessuale, perfino le fantasie omoerotiche) fece arrestare dalla Gestapo più di 100 mila sospettati omosessuali. Quelli condannati alla carcerazione furono più di 50 mila, che scontarono una pena dai 5 ai 10 anni; i meno fortunati, circa 15 mila, furono spediti nei lager (molti senza un processo), dove vennero contrassegnati con un triangolo rosa, colore scelto con chiaro intento spregiativo.


All'interno dei lager gli omosessuali svolgevano i lavori più ripugnanti (svuotamento delle lattrine) e quelli più pesanti (lavoro nelle cave). I trattamenti al quale erano sottoposti erano estremamente crudeli: alcuni morirono in seguito a prolungate bastonate, inflitte sia dalle guardie delle SS sia dagli altri prigionieri che a loro volta disprezzavano l'omosessualità; spesso venivano stuprati dai compagni di baracca, e alcune testimonianze raccontano di gay seviziati con un bastone scheggiato, poi morti in seguito a emorragie interne; a molti fu imposta la castrazione, e altri vennero usati come cavie per gli esperimenti scientifici attuati dai medici delle SS.

Himmler credeva fermamente che l'omosessualità fosse una malattia dal quale si poteva guarire, e incaricò l'endocrinologo danese Karl Vernaet di trovare la cura. La soluzione per "guarire" consisteva in tre passaggi: castrazione, innesto di un glande artificiale e immissione di un ormone maschile sotto l’inguine o sotto la pelle dell’addome. Ma tutti i "pazienti" sottoposti all'operazione morirono a causa dell'eccesso di ormoni iniettati. Sconfortato dall'esperimento fallito, nel '43 Himmler dispose il rilascio dal Lager di ogni omosessuale che si fosse fatto castrare e che avesse tenuto una buona condotta. Pur di essere liberati, la maggioranza degli omosessuali presente nei campi si sottopose alla castrazione volontaria. Dopo l'intervento, però, questi vennero inseriti in reparti di disciplina ed inviati a combattere in prima linea.

Non si conosce il numero esatto degli omosessuali morti nei campi di concentramento, questo perché coloro che portavano il triangolo rosa erano solo gay tedeschi, pertanto non furono contati quelli appartenenti alle altre categorie, quali gli ebrei, gli zingari, i polacchi, i dissidenti politici ecc... Sommando tutte le categorie, si stima che le vittime furono quasi 600 mila.

Dopo la caduta del nazismo, i gay sopravvissuti ricevettero un ulteriore umiliazione non venendo liberati. L'omosessualità era ancora un crimine, pertanto a loro non spettavano né riconoscimenti né indennizzi dal governo tedesco, e finirono di scontare la loro pena nelle carceri.

Nel 2002 il governo tedesco si è scusato ufficialmente con la comunità gay per quanto avvenuto durante il periodo nazista.
Ad oggi, molte tra le più importanti città del mondo hanno eretto monumenti e posto targhe per ricordare le migliaia di omosessuali che furono trucidati e perseguitati durante l'Olocausto.


venerdì 9 gennaio 2015

La Russia vieta la patente di guida a transessuali e travestiti


A quanta pare in Russia ci sono più incidenti autostradali che nel resto d'Europa. Come risolvere questo problema?, si è chiesto il governo. L'unica soluzione trovata è stata quella di  emanare una serie di norme discriminatorie che vanno contro la violazione dei diritti umani. Il premier Dmitri Medvevdev, infatti, ha messo la sua firma sul nuovo codice della strada, approvato in dicembre e messo in vigore in questi giorni, che prevede un elenco di persone inadatte alla guida, ossia: persone con amputazioni e gravi problemi alla vista, persone alte meno di 1,50 metri, e persone affette da malattie mentali reali e percepite. Tra questi ultimi rientrano tutti coloro che soffrono di disordini di identità di genere, ovvero i transessuali e i travestiti. Ma chi rischia la patente sono anche i sadomasochisti, i guardoni, i giocatori patologici e i cleptomani. Insomma, se siete in Russia state attenti ad acquistare (o addirittura rubare) un dildo o qualsiasi altro oggetto che stimola l'eccitazione sessuale, pena la revoca della patente.